Nel libro Il Nuovo Sentiero, Swami Kriyananda scrive: “Una notte feci un sogno interessante; in verità, mi sembrò qualcosa di più di un sogno. Mi vidi in un’altra vita, profondamente legato a un amico che approfittava del mio amore per lui e mi trattava con una scortesia che oscillava tra la condiscendenza e il palese disprezzo. Con il passare del tempo, nacque in me un sentimento di profonda amarezza nei suoi confronti. Avvicinandomi alla fine di quell’incarnazione, mi resi conto che se fossi morto con questo atteggiamento, la mia amarezza, come un magnete, avrebbe attratto nuovamente entrambi in circostanze simili, ma opposte.

«Perché lasciar passare così tanto tempo?» mi chiesi. «Non è possibile sfuggire fin d’ora a queste onde di punizione? Quali che siano le lezioni che il mio amico deve imparare, non c’è dubbio che io, per lo meno, possa liberarmi!». Allora, dal profondo del cuore, gridai: «Lo perdono!». In quell’istante, pervaso da una sensazione di ineffabile sollievo, mi svegliai. Sentii che con quel semplice atto di perdono mi ero liberato realmente da qualche peso karmico.   Gesù Cristo disse ai suoi discepoli che se avevano una lamentela verso uno dei loro fratelli, la dovevano risolvere prima di entrare nel tempio. Spiegando il significato profondo delle parole di Cristo, Paramhansa Yogananda ha detto che se vogliamo entrare nel tempio della meditazione profonda, dobbiamo prima liberarci di ogni energia negativa che proviamo verso chiunque.

Come facciamo questo?

In primo luogo, guardiamo onestamente qualsiasi risentimento o rancore che possiamo covare verso gli altri. Non importa se questi sentimenti sono giustificati dalle azioni dell’altra persona nei nostri confronti: la nostra parte sta nell’identificare la negatività che ospitiamo nel cuore, e scacciarla.

song-of-godSuccessivamente, preghiamo ripetutamente per quella persona fino a sentire che ci stiamo alleggerendo da quell’antipatia. È una cosa semplice e veloce? No, ma la quantità di tempo necessaria è determinata dall’intensità e dalla sincerità dei nostri sforzi.

Sii in sintonia con Dio e con il Suo amore incondizionato. Cristo ha detto di amare e fare del bene a coloro che ci odiano, e di pregare per coloro che ci maltrattano. Ha concluso dicendo: “Siate dunque perfetti, così come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. La perfezione in questo caso, ha spiegato Yoganandaji, significa sintonia con Dio e il Suo amore incondizionato.

Infine, sii costantemente vigile affinché nessuna nuova erba infestante spunti nel giardino della tua anima e soffochi i fiori di nobili sentimenti. Più velocemente riconoscerai le erbacce della negatività – prima che le loro radici entrino in profondità – e più ti sarà facile estirparle.

Il nostro Guru ha detto: “La reincarnazione è stata creata dalla forza satanica, che ha instillato nelle persone desideri e attaccamenti sbagliati, e le ha influenzate a lasciare il regno di Dio per tornare più volte sulla terra – luogo di false speranze e sofferenze”.

Se vogliamo trovare Dio e finire la nostra storia di tante incarnazioni, dobbiamo seriamente, con energia e determinazione, contrastare quelle tendenze che ci fanno aggrappare agli stati di coscienza più bassi. Quando l’ego si rende conto che non ci arrendiamo dai nostri sforzi, abbandona il campo di battaglia e noi ci ergiamo così vittoriosi sul vero nemico: l’illusione. E questa è la fine della nostra storia.

Insieme a voi verso la vittoria,

Nayaswami Devi

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